"Se nel jazz esistono ancora luoghi inesplorati questi risiedono nell'inverso delle sue letture più canoniche, nel processo destrutturativo di ogni clichè come nella sintesi di linguaggi aperti a nuove contaminazioni. Fin da un primo ascolto Landskap ci accompagna in un viaggio intimista percorrendo spazi di uno scenario interiore che si espande e si ricomprime al crescere della percezione emotiva e del trasporto fisiologico della musica. Prende vita un mondo introietto fatto di affreschi sonori e raffigurazioni di paesaggi abitati da fiabesche creature. Un viaggio nell'anima, al di la delle sue barriere per spingersi ancora oltre l'orizzonte, al ritmo di cardiache pulsioni di un'esistenza lontana. Pulsioni che non si misurano perché la loro misura è il saperle percepire con intensità diverse. In questo lavoro si consolida la forte alchimia tra i linguaggi popolari e la tradizione euro colta, nel rispetto delle regole dell'armonia moderna. Ogni voce agisce in rapporto alla funzione dell'altra, eppure si rincorrono scambiandosi di ruolo senza mai spezzare l'equilibrio di base. Un equilibrio dove i dolci sussurri squisitamente diatonici si alternano alle graffianti inquietudini della musica modale, citando anche la complessità strutturale della musica contemporanea nel suo dipanarsi in caustiche dissonanze, eppure capace di rimanere scolpita nell'anima. Frammenti di melodie balcaniche mutano in temi di latineggiante flamenco senza tradire la coerenza di stile posta come assunto di base in ognuna delle nove tracce del cd, accarezzato e graffiato da fraseggi di chitarra scanditi da oscillazioni idiomatiche in costante bilico tra Mediterraneo e Mitteleuropeo, tra evocazioni di atmosfere bucoliche e frammenti di musica colta."
(Davide Iannuzzi)